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Recensioni di film e libri:


Qui di seguito, troverete gli ultimi film che ho visto (*):
 
  1. "La ragazza nella nebbia" di D. Carrisi
  2. "Dove non ho mai abitato" di P. Franchi
  3. "Fortunata" di S. Castellitto
  4. "Tutto quello che vuoi" di F. Bruni
  5. "Neruda" di P. Larrain
  6. "Julieta" di P. Almodovar
  7. "La pazza gioia" di P. Virzì
  8. "Irrational man" di W. Allen
  9. "L'abbiamo fatta grossa" di C. Verdone
  10. "Perfetti sconosciuti" di P. Genovese
  11. "Il ponte delle spie" di S Spielberg


LA RAGAZZA NELLA NEBBIA DI DONATO CARRISI (2017)
 

Il film è tratto dal libro omonimo di Donato Carrisi ed è ambientato in un paese montano dal nome fiabesco di Avechot; qui vive una confraternita che si è isolata dal resto del mondo per vivere una dimensione religiosa ideale.
L’autore, che è anche il regista, mostra spesso durante il film il modello in gesso di questa località che dovrebbe essere nelle intenzioni, perfetta, come solo una posto irreale, finto, può essere.

In questo paradiso terrestre sparisce una ragazzina, Anna Lou, buona, brava e dai lunghi capelli rossi; viene sguinzagliato un agente interpretato da Toni Servillo, austero ed elegante, noto perché manovra la stampa che, intervistando testimoni e la gente che ruota intorno alla vittima e al colpevole, spesso scopre dettagli e indizi importanti.

Il mondo mediatico è rappresentato da una giornalista spregiudicata e intraprendente, affascinante quanto pericolosa, che duella con lui alla ricerca della verità senza esclusione di colpi.
Il sospettato è un professore di lettere arrivato da poco nella comunità, incastrato dalle fotografie scattate da un ragazzino ad Anna Lou, in cui appare spesso il suo fuoristrada bianco.
Durante le lezioni, parla dell’importanza del Male nello sviluppo di una trama; e sottolinea che il movente di un omicidio nel romanzo può essere sentimentale ma, nella realtà, è sempre il denaro. Lui ha grossi debiti e soprattutto non ha un alibi.
Ma nella valle, anni prima, un assassino ha ucciso sei ragazzine con i capelli rossi. È un delitto seriale? Ma in tal caso, il professore non può essere il colpevole perché all’epoca era un bambino.
Un secondo personaggio fa capolino e confonde lo spettatore; non partecipa attivamente al film, rimane (troppo) in disparte per suscitare emozioni.

Non è chiaro chi sia il colpevole dell’omicidio della ragazzina; il pubblico è uscito dal cinema pieno di dubbi e perplessità.
Il film è lungo e tortuoso, estenuante. Un vero regista ne avrebbe tratto un capolavoro; mi viene da dire che ogni ofelé g’ha il só mestè.



DOVE NON HO MAI ABITATO DI PAOLO FRANCHI (2017)
 
Un film in cui l’atmosfera preziosa di Torino si sposa con l’eleganza francese. Un film lento, in cui i protagonisti vivono in ambienti bellissimi e lussuosi una tormentata storia d’amore.

Per romantici ed esteti.



"FORTUNATA" DI SERGIO CASTELLITTO (2017)
 
Castellitto si conferma un bravo regista e sua moglie, Margareth Mazzantini, una brava scrittrice di sceneggiature. Il loro è l’unico film italiano in selezione ufficiale a Cannes dove la protagonista, Jasmine Trinca, è stata premiata come miglior attrice. La trama: Fortunata è una donna, giovane e attraente, che vive incalzata dalla fretta di guadagnare il più possibile perchè vuole aprire un negozio da parrucchiera; intanto lavora in nero a domicilio e passa le giornate a correre da una cliente all'altra. È separata e con una figlia a carico; l’ex marito è un poliziotto ignorante e prepotente che non accetta la separazione e la tormenta in tutti i modi. Edoardo Pesce interpreta magistralmente la parte e io avrei senz'altro premiato anche lui. In questo quadro, s'inserisce la figura di uno psicologo (Stefano Accorsi) che assiste la bambina e che diventerà il compagno di Fortunata. Sullo sfondo, un amico tossico e sua madre (Katia Ricciarelli), malata di Alzheimer, un altro dramma nel dramma.

 

"TUTTO QUELLO CHE VUOI" DI FRANCESCO BRUNI (2017) 

Un film con un intrinseco valore morale; per niente noioso, anzi ci si ritrova a sorridere e a ridere spesso e volentieri. Racconta la vita di un ragazzo romano spiantato che accetta dietro un compenso di accompagnare un signore anziano nelle sue passeggiate pomeridiane. Tra i due nasce un sano rapporto d’amicizia e d’affetto che cresce con il tempo. La personalità ricca di valori e di sentimenti dell’uomo influenza il suo giovane accompagnatore e i suoi amici che riusciranno a imbroccare finalmente la retta via.

Da vedere.


"NERUDA" DI PABLO LARRAIN (2016)

Il film racconta la
 fuga del poeta cileno perseguitato dalla polizia per le sue idee politiche. Il regista ci mostra un uomo dalla personalità forte, coraggioso, sensuale, pieno di umanità e di ideali; gli attori sono bravi, soprattutto Louis Gnecco che interpreta il poeta; molto intensa è la parte del suo antagonista, il poliziotto (Gael Garcia Bernard). Eppure, c'è una nota stonata che non sono riuscita a individuare; forse perchè sembra un musical, forse perchè vuole essere una poesia recitata da più voci, lunga e triste; forse perchè ha una leggerezza inaspettata in un film biografico che dovrebbe celebrare la figura di un artista così celebre e con una rilevanza politica. Sicuramente non è il solito film storico.



"JULIETA" DI PEDRO ALMODOVAR (2016)

Questo è un film corposo, drammatico, come tutti quelli del regista spagnolo. Racconta la vita di una giovane coppia che scorre serenamente finchè, dopo un violento litigio, l'uomo esce di casa e perde la vita in un incidente.   
La donna è segnata profondamente dalla morte del compagno e la figlia adolescente si prende cura di lei. Improvvisamente, però, scompare di sua volontà senza spiegazioni e la vita della madre diventa un inferno. Tutto si risolve a causa di un altro triste evento. E' un susseguirsi di causa-effetto che tiene lo spettatore in tensione. Almodovar riprende il tema del film "Gli abbracci spezzati": il dolore della perdita induce i protagonisti a stracciare le foto in cui erano con la persona scomparsa; quando cercano di rimettere insieme i pezzi delle immagini stracciate, significa che il percorso verso la guarigione è cominciato. 



"LA PAZZA GIOIA" DI PAOLO VIRZI' (2016)

Un film divertente che tratta un tema tutt'altro che leggero; è felicemente insaporito dalla splendida interpretazione delle interpreti principali, Valeria Bruni Tedeschi e Michela Ramazzotti, nei panni di due ospiti di un istituto terapeutico per donne che sono state oggetto di sentenza da parte di un tribunale. Tema centrale: l'amicizia che salverà entrambe dalla disperazione. 
Il film riceve il David come miglior film mentre Valeria Bruni Tedeschi lo riceve come migliore attrice 2017.
Assolutamente da vedere.


"IRRATIONAL MAN" DI WOODY ALLEN (2015)

Un professore di filosofia, che si chiama Abel come il famoso personaggio biblico ucciso dal fratello, arriva in un campus universitario dove tiene lezioni contestate per il loro pessimismo; è infatti ormai arrivato alla convinzione che i suoi libri, famosi e apprezzati nell’ambiente accademico, non possano in alcun modo cambiare il mondo; anzi, va oltre e definisce le teorie filosofiche “seghe mentali”. Questa frustrazione si traduce in una profonda crisi esistenziale che alimenta con whisky di malto e un isolamento crescente. È un personaggio dotato di un’interiorità ricca e comunque positiva perché è sempre alla ricerca del bene e rifiuta il nulla; ed è ricercato e corteggiato dalle donne che riescono a percepire la sua vibrante sensibilità. Finché un giorno sente per caso i discorsi di una madre disperata perché un giudice ha affidato i figli all’ex marito, di cui è amico. Subito decide di fare giustizia eliminando il tassello marcio per ripristinare l’equilibrio. Gli torna la voglia di vivere e la sua virilità si risveglia perché vede finalmente la possibilità di agire, di influire sul sistema. Il caso muove le pedine fino al finale inaspettato. Mi ricorda il libro “Morte di un uomo felice” di Fontana in cui il protagonista, che è un magistrato del settore antimafia, riflette sulle conseguenze disastrose della vendetta, auspicata dai parenti delle vittime di mafia; come convincerli che la violenza genera solo violenza? Invece Andreotti[1], diceva che a volte il male è necessario per ottenere il bene. Due teorie contrapposte e interessanti.


[1] Nel film “Il divo” commentato nel libro “Film e registi di oggi e di ieri”.


"L'ABBIAMO FATTA GROSSA" DI CARLO VERDONE (2016)

In questo film, Verdone interpreta un investigatore privato senza clienti che vive con la vecchia zia vedova. Un attore fallito, Albanese, lo contatta perché vuole sapere se la sua ex moglie ha una relazione con il legale che la segue nella causa di divorzio. Con un espediente, i due compari riescono a piazzare un registratore sotto il tavolo di un ristorante prenotato dalla coppia; ma questa chiede di cambiare posto a causa dell’aria condizionata troppo forte e così i due detective intercettano una conversazione che non avrebbero dovuto ascoltare. Molto divertente e con un finale a sorpresa.


"PERFETTI SCONOSCIUTI" DI PAOLO GENOVESE (2016)

Un cast d’eccezione per questo film di Genovese che ha vinto il Premio Donatello: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Sonia Smutniak e Valerio Mastandrea. Particolarmente brillanti gli attori, più appannate le interpreti. Vi racconto la trama: quattro coppie si riuniscono per la cena e qualcuno propone di mettere sul tavolo i rispettivi cellulari; così tutti possono vedere i messaggi che arrivano o rispondere in viva voce a chiunque telefoni. L’obiettivo è dimostrare che nessuno di loro ha dei segreti. Naturalmente, viene fuori di tutto di più. Fa riflettere l’osservazione di uno dei commensali che dice che il cellulare è la nostra scatola nera. Per fortuna, il regista non ha voluto seguire la moda di trasformare il film in una piece teatrale; anche se si svolge in un  appartamento e sarebbe stato quindi possibile. Invece è svelto e dinamico, mai noioso. 


"IL PONTE DELLE SPIE" DI S. SPIELBERG (2015)

Un bravissimo Tom Hanks interpreta un legale che viene scelto per la sua abilità di negoziatore per trattare uno scambio tra spie. Le parti in causa sono la Russia che vuole riavere il suo agente, un uomo anziano che ha sempre vissuto a New York lontano dalla famiglia, e l’America, che chiede la restituzione di un giovane aviatore colto a fotografare il territorio nemico; nel frattempo, la Germania, che sta costruendo il muro di Berlino, ha catturato uno studente americano accusandolo di spionaggio. Il film racconta l’arresto dell’agente sovietico, appassionato pittore, che accetta le sue vicissitudini con rassegnata tranquillità; tutte le volte che il legale gli chiede se ha paura o se non è d’accordo con le disposizioni che lo riguardano, risponde: “Servirebbe?” intanto, il pilota statunitense viene addestrato e munito di una pastiglia di cianuro da usare se venisse catturato. Assolutamente terribile la scena del suo aereo che precipita colpito dal nemico; riesce a salvarsi e, nonostante le ripetute torture, non rivela nulla. A un certo punto, il legale dirà che gli uomini più odiati d’America sono lui, che lo difende, e l’aviatore che non si è ucciso secondo gli accordi ed è sospettato di aver raccontato i segreti di Stato ai russi. Anche l’agente sovietico è nella stessa situazione, circondato da un muro di diffidenza e ostilità. Tom Hanks riesce, con una tenacia davvero ammirevole, a riportare in patria non solo l’aviatore, che è al centro delle trattative, ma anche lo studente che non interessa affatto alla CIA. Alla fine del film, i titoli di coda raccontano la vita delle due spie in patria; forse perché, se i rispettivi governi li avessero ammazzati come pareva ineluttabile, nessuno farebbe più l'agente segreto. Già la morte di Giulio Regeni è stata scoraggiante.


 
Qui di seguito, troverete alcuni dei libri che ho letto (*):
 

  1. "Lealtà" di Letizia Pezzali
  2. "Il giorno uno di noi due" di S. Rossotti 
  3. "Viaggiatori di nuvole" di G. Lupo
  4. "Ultimi quaranta secondi della storia del mondo" di S. Santarsiere
  5. "L'arminuta" di Donatella di Pietrantonio
  6. "1Q84" di Murakami
  7. "Il dott. Jeckill e Mr. Hide di Stevenson
  8. "La casa sull'estuario" di D. du Maurier**
  9. "Lettere" di Y. Netanyahu **

 

Poesie:

  1. "Passerò per Piazza di Spagna" di C. Pavese
  2. Versi tratti da "Cento sonetti" di P. Neruda
  3. Versi tratti da "Vite pulviscolari" di M. Cucchi
  4. Versi tratti da "Il mercante di Venezia" di Shakespeare
  5. "Inedita storia" di F. Usellini
  6.  "Dal vivo. Meditazioni e versi sotto le sotto le stelle"

(*) dal mio libro "Libri e autori di oggi e di ieri".
 **) 
dal mio libro "Libri e autori di oggi e di ieri seconda parte".


"LEALTA'" DI LETIZIA PEZZALI, EINAUDI (2018)


Sto leggendo Lealtà di Letizia Pezzali, un libro struggente, che parla della passione di una ragazza per un uomo più vecchio di lei con cui ha una relazione.
All'inizio non riuscivo a mettere a fuoco la protagonista; mi pareva asettica, quasi una spettatrice delle situazioni in cui è coinvolta.
Verso la metà, ho capito che il suo grande amore per quest'uomo ha assorbito tutte le sue energie e non ha lasciato spazio per nient’altro; mentre lui ha una vita famigliare soddisfacente, lei non riesce a vivere la sua e sviluppa una vera e propria ossessione nei suoi confronti.
Infine decide di non vederlo più, ma lui rimane un pensiero costante e il loro rapporto è come cristallizzato.

Mi ha colpito la dolorosa lucidità della protagonista che ama più di quanto sia ricambiata. Un libro molto bello e molto forte.



"IL GIORNO UNO DI NOI DUE" DI STEFANIA ROSSOTTI, MONDADORI (2018).

Premetto che non amo le storie d’amore né i libri scritti da giornalisti: trovo le prime stucchevoli e i secondi più adatti a riportare fatti di cronaca che emozioni. Ho notato questo libro sugli scaffali della libreria perché mi piacciono gli scrittori italiani in generale e perché non conoscevo l’autrice; ma la sua professione e il sottotitolo mi hanno scoraggiato e quindi l’ho sfogliato velocemente e senza interesse. Mi ha subito colpito però il modo di scrivere in prima persona, molto coinvolgente.
L’ho comprato e l’ho letto in un paio d’ore; è un romanzo lucido, intenso e struggente che racconta un amore che va oltre il tempo, oltre la vita, e supera le emozioni solitamente connesse a un rapporto sentimentale - possessività e gelosia. Mi ha colpito il rapporto tra i due personaggi principali, due ragazzi cresciuti senza affetto, che si incontrano bambini e sono da subito uniti da un’attrazione particolare, fortissima; si rispecchiano l’uno nell’altro e si appartengono. Temendo di spezzare questo filo che li unisce, evitano di vivere insieme, in modo da rinnovare ad ogni incontro l’entusiasmo e la passione: “Soltanto tu hai capito che la mia fuga era un’umile promessa: vado e vedo se riesco ad amarti per l’eternità” (pag. 101). Così ognuno vive la sua vita, ha amori e affetti; ma ognuno c’è sempre per l’altro, ne sente il richiamo.
Dal testo: “Ancora oggi, se voglio, posso aprire la nostra porta, entrare in te. Mi stai aspettando. Hai le gambe lunghe e senza forma di quando eri alle medie. Hai la barba che ti arriva fin quasi sotto gli occhi, come a trent’anni. Hai gli occhiali da presbite e leggi il giornale. Fumi. Non fumi più. Non hai ancora imparato a fumare. Hai gli addominali tesi, mentre ti allunghi per cercare il libro di latino sulla libreria. Hai il torace attraversato dai segni del tuo primo infarto. Hai i capelli biondi, li hai bianchi. Sei vivo. Sei tu”. (pag. 29).



"VIAGGIATORI DI NUVOLE" DI GIUSEPPE LUPO, MARSILIO (2013).

Come si evince dal titolo, questa è una lunga e bellissima favola ambientata nel Cinquecento e raccontata da Giuseppe Lupo, insegnante di letteratura italiana presso l’università Cattolica, sicuramente più un poeta che un narratore. Il protagonista è un ragazzo di nome Ismaele soprannominato Pettirosso per le orecchie color ciliegia; come l’autore, nasce ad Atella, in Lucania e le sue avventure o meglio, i suoi sogni, che riporta in prima persona, si alternano a quelle di Zosimo, un giovane incaricato di cercarlo perché crede che sia in possesso di preziose pergamene.
Sullo sfondo, scorrono diversi personaggi: la bellissima Nuevomundo, “una bagassa con la pelle color d’ambra e le pupille di una gatta” (pag. 24), Barba Yerarat, un antenato di Pettirosso “che era un uomo santo e percorreva i deserti dell’impero Ottomano con il Sèfer Yezirà dentro le bisacce, il Libro della Creazione, perché non sorgesse mai il sole senza che lui aprisse una pagina di quel libro e recitasse versi in faccia all’alba” (pag, 117), Gilbert de Montpensier, vicerè francese, che Lupo descrive con sorridente ironia scrivendo in italiano quello che dice in francese e sciorinando i suoi punti deboli: la paura che ha dell’avversario nonché cognato Francesco Gonzaga e la continua ricerca di Dio che pensa di scorgere seduto sul trono nel cielo azzurro.
Dal testo:
Non avevo mai sentito parlare la lingua di altre nazioni e per un incanto, come se una folata di scirocco fosse sceso ad aggrovigliare armi e cavalli, mi sembrò di essere finito dentro un mucchio di sogni sparpagliati”. (pag. 111).
Ha venido da Milano un homo de sienza” spiega Van Graan e lo fa in un groviglio di fiato e sospiri che mette soggezione solo a sentirlo. Il forestiero si chiama Lionardo, gli ha srotolato sotto gli occhi disegni di bombarde e macchine da guerra, tavole anatomiche di braccia e clavicole senza vita, fazzoletti di cartapecora ornati di tordi e colombi". (pag. 10).



"ULTIMI QUARANTA SECONDI DELLA STORIA DEL MONDO" DI S. SANTARSIERE, ABEL BOOKS (2011) FORMATO EPUB.

Un giallo appassionante, dalla trama articolata e con svolte inaspettate; la vittima, sorprendente come il resto del racconto, è un prete amato e benvoluto da tutti. I personaggi sono numerosi e ben caratterizzati, dal commissario scrupoloso, defenestrato dalle alte sfere e confinato in una realtà di provincia, alla sacerdotessa dalle fulve chiome. Mistero e magia si fondono felicemente in una dimensione umana e ricca di possibilità. Assolutamente da leggere.
Dal testo:
Bradalich ne fu turbato. Il suo sguardo cadde di nuovo sul libro la cui inclinazione tra le mani del visitatore lasciava finalmente intravvedere la copertina. Colse un’immagine a rilievo e all’istante qualcosa precipitò nel suo animo, come un frammento di un cornicione dopo una scossa di terremoto” . (pag. 194).

“Fu di nuovo infastidita dal rumore. Andò alla finestra con l’intenzione di chiuderla, e lo sguardo le cadde sul bordo inferiore della tapparella. Un filo di luce penetrava tra l’ultimo listello e il marmo del davanzale. In quello spazio, inguantate di scuro, spuntavano delle dita che si agitavano come le zampe di una tarantola. Silvia saltò all’indietro con un grido. Vide le dita serrarsi sulla superficie della tapparella e spingerla violentemente verso l’alto”. (pag. 206).

"Sorseggiò il rum, con la spiacevole sensazione di essersi perso qualcosa. Era talmente impegnato a lagnarsi della propria sorte, a coltivare tenacemente i suoi pregiudizi nei confronti dei paesi della Val d’Agri, da rendersi cieco davanti a quanto avveniva proprio sotto il suo naso. Nel risentimento di essere stato spedito tra le montagne della Lucania si era chiuso al dubbio, rifiutandosi di cogliere i segni che la sua sensibilità di sbirro avrebbe dovuto registrare. Per esempio le denunce del contadino di Sacrapietra”. (Pag. 219).
 
 

"L'ARMINUTA" DI DONATELLA DI PIETRANTONIO, EINAUDI 2017

Ho comprato il libro perché mi ha incuriosito il titolo e perché mi è stato consigliato da conoscenti che sono appassionati ma anche critici lettori.
E' una storia ambientata in una realtà di miseria dove i sentimenti sembrano scarsi come i soldi; la protagonista è una bambina che era stata adottata e che quando è adolescente, deve tornare nella famiglia d'origine. Qui ha molta difficoltà ad adeguarsi alla sua nuova vita, ma per fortuna riesce a stabilire un rapporto di complicità con due dei vari fratelli. Il libro mi ricorda "Il piatto dell'angelo" di Laura Pariani perché dipinge una realtà infelice con uno stile pulito e preciso.
Dal testo: "Solo a pochi passi l'ho vista e mi sono fermata di colpo. Occupava una sedia alta, dallo schienale rozzamente intagliato, come un rustico trono all'aperto. Era vestita di un grembiulone abbottonato sul davanti, del colore dell'ombra che la copriva. Sono rimasta lì a guardarla, incantata dalla sua fiabesca imponenza (a pag. 112).  



"1Q84" di HARUKI MURAKAMI, EINAUDI 2014 

Sto leggendo "1Q84" di Murakami. Ben scritto, fluido, ricco di riflessioni e di riferimenti alle teorie dei filosofi greci, ai romanzi storici giapponesi e al famoso "1984" di Orwell; viene il dubbio che l'autore voglia sfoggiare la sua cultura. Comunque, sviluppa felicemente due storie appassionanti che si alternano fino a intersecarsi. Il romanzo si basa sull'idea che i personaggi vivano in un mondo diverso da quello in cui hanno vissuto fino a un certo momento della loro vita e che si chiama appunto 1Q84; ma all'inizio del libro c'è una frase che dice che la realtà può essere una sola.
Troppo lungo.



"LO STRANO CASO DEL DOTT. JECKILL E MR. HYDE" DI STEVENSON, RIZZOLI 2002

Ho cominciato a leggere Il dott. Jeckill e Mr. Hyde (1886) di Stevenson; lo stile è antiquato ma fluido, i personaggi ben delineati, sullo sfondo c'è una società molto formale e piuttosto noiosa. L’autore sviluppa un vero giallo, dove non si riesce più a capire chi è la vittima e chi è il carnefice. Il tema riguarda due stadi della coscienza, uno positivo e l’altro negativo, soprannominati appunto dott. Jeckill e Mr. Hyde. L’uno si alterna all’altro, come avviene nella realtà: siamo buoni, bravi ed educati finché qualche variabile esterna non ci disturba; allora il Mr. Hide che abita dentro di noi fa capolino e pretende di eliminare chi ci dà fastidio e di dominare il mondo. Chi non ricorda nel film “Bianca” (1984) la trasformazione di Nanni Moretti da corteggiatore devoto a mostro orribile quando lei (Laura Morante) lo rifiuta? La trasformazione è un argomento già sviluppato da Kafka nella “Metamorfosi” in cui un uomo si sveglia trasformato in un orribile insetto; è così abominevole che gli stessi famigliari sono sollevati quando muore. Questa contraddizione insita in noi è qualcosa che rifiutiamo ma che ci attrae nello stesso tempo. Forse perché ci rendiamo conto che senza l’educazione che abbiamo ricevuto saremmo molto diversi da come siamo. In altre parole, i nostri istinti violenti e spietati sono domati da quell’insieme di regole che ci vengono impartite fin dall’infanzia. L’educazione è come un bel vestito che va indossato tutti i giorni, lavato, stirato, all’occorrenza rammendato, spazzolato e mai buttato o lasciato nell’armadio. È quello che ci permette di vivere serenamente e che ci fa rispettare la vita, il mondo e i suoi abitanti; che tiene sotto controllo Mr. Hyde e attivo il dott. Jeckill. 
Dal testo:
L’avvocato Utterson era un uomo dall’aspetto rude, non s’illuminava mai di un sorriso; freddo, misurato, imbarazzato nel parlare, riservato nell’esprimere i propri sentimenti; era un uomo magro, lungo, polveroso e triste, eppure in un certo senso amabile. Nelle riunioni di amici, quando il vino era di suo gusto, gli traspariva negli occhi qualcosa di veramente umano; qualcosa che non trovava mai modo di risultare nelle sue parole, e che si manifestava, oltre che in quella silenziosa espressione della faccia dopo una cena, più spesso ancora e più vivamente nelle azioni della sua vita” (pag. 23). Com’è possibile non provare simpatia per un uomo simile?
“Avevo da molto tempo preparato la mia miscela; comperai subito da un grossista di farmacia, una grande quantità di una polvere speciale, che sapevo per i miei esperimenti essere l’ultimo ingrediente richiesto; e in una notte maledetta, composi gli elementi, li guardai bollire e fumare mescolati nel bicchiere, e, appena l’ebollizione fu cessata, con un gran gesto di coraggio, mandai giù la pozione. Subito dopo, provai dolori laceranti: uno scricchiolio nelle ossa, una nausea mortale, e un orrore dello spirito che non può essere superato nell’attimo della nascita o della morte. Poi questa agonia cominciò a placarsi, e tornai in me come da una grave malattia. C’era qualcosa di strano nelle mie sensazioni, qualcosa di indescrivibilmente nuovo, e, appunto per la novità, incredibilmente dolce” . (pag.117).


 

"LA CASA SULL'ESTUARIO" DI DAPHNE DU MAURIER


D. D Maurier dimostra ancora una volta la sua abilità narrativa ne “La casa sull’estuario” in cui racconta l’esperienza di un uomo che, assumendo una pozione di droga studiata da un amico studioso, riesce a calarsi nel Trecento e a vivere da fantasma le dinamiche di allora. Ottima come sempre la capacità dell'autrice di ricostruire le ambientazioni in modo suggestivo e coinvolgente; il libro si trova alla biblioteca dell'Umanitaria.
 

"LETTERE" DI Y. NETANYAHU

Questo libro è una raccolta di lettere che il fratello maggiore dell'attuale ministro ha scritto a famigliari e a donne. Proprio come l'eroe definito da Omero, era bello, coraggioso, astuto (lo dimostrerà nelle operazioni militari che ha diretto) e dotato di una dialettica che accendeva l'entusiasmo dei commilitoni; l'obiettivo era la difesa di Israele. È stato un vero leader come dimostrano le testimonianze dei compagni d'arme che ne apprezzarono la disponibilità e la determinazione:
"Un soldato un tempo al suo comando ricorda il primo incontro con Yoni in quel periodo: 'Venne al nostro campo vestito molto informalmente. Non penso indossasse i suoi gradi da ufficiale. Si sedette su un tronco d'albero e iniziò a parlarci in modo molto colloquiale. Non ricordo esattamente che cosa disse, ma ne ricordo lo spirito "Facciamolo insieme e facciamolo al meglio che possiamo, perché deve essere fatto' Era uno spirito speciale, ho difficoltà perfino a esprimerlo, ma ancora lo sento. Non era semplicemente un comandante, ma un educatore, credo un grande educatore. Ci attaccammo molto a lui".
Leggendo le lettere, si ha l'impressione di assistere a un film; è incredibile pensare che ci sia gente che affronta certe operazioni, rischiando la vita e salvando quella di altri. Un passo impressionante è quello che racconta la vita militare, durissima. Da leggere perché è interessante e per riflettere sui valori (il patriottismo e l'amore per la famiglia).

 

POESIE:


"PASSERO' PER PIAZZA DI SPAGNA" DI C. PAVESE.

Una poesia che mi piace molto è quella dedicata a Piazza di Spagna; il lettore “sente” il gorgoglio dell’acqua e percepisce l’allegro risvegliarsi della piazza sotto il sole. Il ritmo  rispecchia la vivacità del posto pieno di gente, fiori, voci e rumori:

Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane –
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu – ferma e chiara.


DA: CENTO SONETTI D'AMORE DI NERUDA: 
"NON T'AMO COME SE FOSSI ROSA DI SALE".

Questa è una poesia molto delicata:

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

 
DA "VITE PULVISCOLARI" DI M. CUCCHI

Questo libro racchiude versi bellissimi in cui parole e senso armonizzano creando un tutto musicale e suggestivo; eccone uno:

Facciamo però in modo che tutto diventi
soffice, intimo, famigliare, affabile
anche nei gesti del crepacuore. 



Non può mancare una perla di saggezza del buon vecchio Shakespeare che ho letto ne "Il mercante di Venezia":

Il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro;
ma ruba di più a se stesso chi si perde in un inutile rimpianto.



INEDITA STORIA

Floranna Usellini è una bravissima poetessa che coniuga la musicalità dello stile con i contenuti; ecco una delle sue poesie:

 Inedita storia

Non è canzone
da affidare al vento
come fragranza
di zagara e mare
questa mia vita
dai toni svariati…
È strano racconto
intriso di lago
e rive fiorite,
di ombre cupe
e raggi lucenti:
crescendo d’emozioni
sulla trama sottile,
quasi un romanzo
creato dal tempo
che sfoglia i miei giorni.
È inedita storia
di teneri steli
tra rovi selvatici,
di aurore radiose
su tramonti di stelle:
una magica storia
per le sere d’inverno
-da narrare sottovoce-
gli occhi un po’ socchiusi –
alle fiamme del camino…


Un'altra poetessa da scoprire è Sonia Gagliardelli che ci prende per mano e ci mostra il suo mondo, i suoi sogni:

Ehi! senti...
ti voglio raccontar
una cosa molto importante:
fermati un giorno
e ascolta il tuo cuore
senza timore:
libera la tua mente
fai un respiro profondo
e immagina di essere un
angelo con un'ala soltanto...
Potrai volare in alto
sempre più in alto...
nel cielo fluttuare
tra le nuvole saltellare
e il mondo riabbracciare.   


Aggiungo una frase tratta dal libro "Dal vivo" di Roberta de Monticelli che mi piace moltissimo:

"Di nuovo è stato giorno ed è di nuovo sera, e vorrei trovare parole di ringraziamento per questa miniatura di eternità che è ogni giornata d'estate".

Le lunghe e radiose giornate estive ispirano quella serenità definita da S. Agostino l'allegria della mente. In quei momenti, mi sento in pace con me stessa e con il mondo; speriamo che arrivino presto....





 
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