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"Le ore del silenzio"
Gaëlle Josse (1960) è una poetessa; il suo primo romanzo, "Le ore del silenzio", ha riscosso notevole successo di critica e di pubblico in Francia, dove ha ricevuto il Prix Lavinal 2011. 

E' un incantevole libretto narrato in prima persona da una donna della borghesia mercantile del Seicento; essa racconta la sua vita di ragazza,  poi di moglie innamorata e infine di madre trepidante per la salute e l'avvenire dei figli. Nell'ultima parte, sfoga tutta la sua amarezza quando il marito si allontana da lei; iniziano così le ore del silenzio in cui la sua vita di donna è conclusa ed è messa in disparte. Per questa ragione, si fa ritrarre di spalle dal pittore Emanuel de Witte il cui quadro "Interno con donna alla spinetta" ha ispirato il racconto: "Non più desiderata, ho ancora un volto?". Infine, confida alle pagine di questo diario un sentimento che deve reprimere e nascondere. Scritto molto bene, con lo stile nitido e realista che ricorda i quadri dell'epoca. L'ho comprato al Museo Correr di Venezia ma si trova anche su IBS. 

"Ascolta le mie voci" di Emanuele Cislaghi.

 
Emanuele Cislaghi è nato il 16 settembre 1974 a Milano. Recita in una compagnia teatrale e, nel 2009, ha pubblicato il suo primo libro ''Ascolta le mie voci''.

Scrive in modo appassionante e appassionato. In questo libro, illustra le storie di vari personaggi negativi che si raccontano in prima persona.
Commentato in "Libri e autori di oggi e di ieri".
"Un leone nel cuore" di Clara Spada


Clara Spada nata a Sassari, vive fra Roma e Cagliari. Ha conseguito il Magistero in Teologia summa cum laude, scrive su quotidiani e riviste e ha collaborato con RAI2 e radio private.

Per chi ama la storia, la biografia intrigante di una principessa che sposa il re d'Inghilterra. Commentato in "Libri e autori di oggi e di ieri", lo consiglio perchè descrive molto bene la corte inglese; la protagonista ricorda la leggendaria lady Diana e i i suoi conflitti con la famiglia reale. Interessante e scorrevole.
"Quattro mele annurche" di Maria Rosaria Valentini


L'autrice è nata in Ciociaria e si è laureata in germanistica. Negli anni '80, si è trasferita in Svizzera dove vive attualmente.

Questo libro mi è stato presentato alla libreria Meroni di Como come un piccolo capolavoro e sono perfettamente d'accordo, è davvero un gioiello di contenuti e di stile. Il titolo si riferisce alle figure femminili importanti del libro che danno vita e luce alla storia, ognuna a suo modo. Il libro è breve ma intenso e tratteggia con sorridente indulgenza il carattere dei personaggi principali, soffermandosi sulla loro passione culinaria e solleticando i sensi del lettore. Piacevolissimo.
 "DESIREE” DI SELINKO ANNAMARIE



L'autrice, Anne Marie Selinko, nacque a Vienna nel 1914 e morì nel 1986 a Copenhagen, città in cui andò a vivere col marito nel 1938. Durante l’occupazione nazista, entrò a far parte della resistenza danese e sfuggì alla Gestapo dirigendosi verso la Svezia a bordo di una barca di pescatori. In Svezia cominciò a raccogliere materiale sulla famiglia reale e, dopo cinque anni di ricerche e due di scrittura, pubblicò Désirée. Tradotto in venticinque lingue, il romanzo ebbe subito uno straordinario successo internazionale. E' dedicato alla sorella che morì a causa della persecuzione nazista.
 
Un libro bellissimo che mi ha appassionato molto quando ero una ragazzina. È la storia di Desirè Clary, la figlia di un mercante di sete di Marsiglia, che è stata la prima fidanzata di Napoleone Buonaparte. La sorella Giulia sposerà il fratello Giuseppe dell’imperatore dei francesi mentre lei convolerà a nozze con un generale francese, Gianbattista Bernardotte che diventerà re di Svezia. Il romanzo è scritto sotto forma di diario e descrive in modo vivace e brillante i vari personaggi che hanno attraversato la vita della protagonista - da Giuseppina Beaurnhais a Maria Luisa d’Austria, da Barras alla bellissima Paolina Buonaparte fino ai componenti della famiglia reale svedese. Un modo piacevole per sapere tutto della storia di Francia di quel periodo.
Edito recentemente da Neri Pozza.

 
"Natale a Hellesta"

Ecco un libro da riscoprire: “Natale a Hellesta” di  Margit Söderholm, edito da A. Martello nel 1957 e tadotto da Ervino Pocar.

Margit Söderholm nasce il 17 marzo 1905 e muore il 23 novembre 1986 a Stoccolma; è insegnante e scrittrice. Vince il concorso Premio Novel con “La rugiada del driver, la pioggia cade” nel 1943; il romanzo è stato adattato per il grande schermo nel 1946. Ha scritto diversi libri sui protagonisti di “Natale a Hellesta”, l’unico insieme a “Nozze svedesi” tradotto in italiano.

In “Natale a Hellesta”, l'autrice racconta le feste di Natale di una ricca famiglia svedese dell’Ottocento. Dalle cucine al salotto, l’autrice non tralascia nulla e nessuno e dipinge con tocchi vigorosi e intensi i personaggi, con le loro spigolosità e le loro virtù, i loro trascorsi e le loro aspettative. Sullo sfondo, il paesaggio candido e gelido che si contrappone all’ampia dimora riscaldata dalle stufe. Bellissimo, uno dei miei libri preferiti oltre a “I Buddenbrock” e a “La prima moglie”.

 
"SIGNORINETTE" E "SIGNORINETTE NELLA VITA" di WANDA BONTA'



Chi non ricorda i libri di Wanda Bonta'? Mentre rileggevo "Signorinette" per inserire il commento nel nuovo libro di recensioni,  ridevo da sola ricordando i tempi descritti così bene da questa autrice. E' possibile reperire i suoi libri su Amazon.

Wanda Bontà (Milano, 25 giugno 1902 – Milano 1986) è stata scrittrice e giornalista italiana. Rimasta orfana in giovane età, fu ospite di pensionati religiosi e laici per ragazze che lavoravano. Conseguita la licenza magistrale, ebbe diversi impieghi (in particolare, aveva studiato da sé la stenografia), mentre la sera si dilettava a scrivere novelle e romanzi.
Nel1927, la Libreria Editrice Milanese pubblicò il suo primo romanzo, “La fatica di vivere”, che per la sua delicata sensibilità riscosse un ampio successo di pubblico e di critica. L'autrice vi seppe fondere una ricca fantasia letteraria con le proprie esperienze di vita e di lavoro, dolorose e sofferte. Grazie alla popolarità così acquisita, poté dedicarsi in seguito esclusivamente alla narrativa, soprattutto rosa, e al giornalismo, collaborando con numerose riviste femminili. La sua iscrizione all'ordine dei giornalisti risulta datata 28 aprile 1937, ma già dal marzo di quell'anno figura come direttrice della nota rivista per ragazzi “Intrepido”. Nel 1938 esce il suo romanzo più noto,”Signorinette”, che conobbe anche una trasposizione cinematografica nel 1942, con la regia di Luigi Zampa (un film divenuto oggi ormai introvabile). Nei suoi scritti, sempre caldi e pieni di sentimento, un intreccio vario e interessante si trova unito ad un'analisi psicologica penetrante, ad un intuito profondo dell'animo umano. Vi è facile reperire un'impronta di vita reale vissuta, insieme ad una conoscenza profonda della personalità femminile, dall'adolescenza alla maturità.


Due libri deliziosi di Wanda Bontà che raccontano la vita di tre adolescenti; io ne ricordo solo due - Renata Soleri, una brunetta graziosa e vivace,e Iris, una biondina che scriveva poesie. W. Bontà diletta le giovani lettrici con le vicissitudini scolastiche e le sofferenze dovute ai primi amori con uno stile leggero e divertente; quando ero una ragazzina, li avevo letti avidamente e mi ero immedesimata nelle protagoniste, ritrovando i disagi e le passioni che vivevo a quei tempi. Purtroppo, quella società borghese solida e rassicurante è scomparsa perché le madri lavorano, i padri non vogliono essere tali ma amici con cui scherzare e confidarsi, i figli crescono senza una guida e questi bellissimi libri non rispecchiano più la realtà.


 
“Lo specchio della moda” 
 Un bellissimo libro da riscoprire: "Lo specchio della moda" di Cecil Beaton. Si trova alla Sormani.

 Cecil Beaton
(Londra, 14 gennaio 1904Broadchalke, 18 gennaio 1980) è stato un fotografo e un costumista britannico.
Dopo il liceo studia storia e architettura a
Cambridgesi dedica alla fotografia e a disegnare costumi e scenografie per la televisione e poi per il cinema. Vince due Oscar per “Gigie “My Fair Lady. In particolar modo diventerà un'icona della moda il vestito bianco e nero disegnato da Beaton ed indossato da Audrey Hepburn in “My Fair Lady”.
Nel 1927 Beaton viene assunto dalla rivista
Vogue come disegnatore ma si fa apprezzare anche come fotografo perché crea degli accostamenti inconsueti che gli permettono di unire un mondo scenografico alla vita quotidiana; la caratteristica principale delle sue fotografie è un'ironia che gli permette di filtrare ciò che vede e rielaborarlo. I suoi ritratti possono essere considerati i suoi miglior lavori in cui ambienta e connota i soggetti tramite metafore armoniche che consentono di raffigurare i personaggi della cultura e dello spettacolo insieme ai gesti, alle espressioni e agli oggetti che li caratterizzano. Beaton ha fotografato per esempio icone come Greta Garbo, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe, o personalità come la pittrice Bridget Bate Tichenor. Beaton non si è limitato solo alla moda e al mondo dello spettacolo ma è stato anche fotografo di guerra.


Ne “Lo specchio della moda” racconta una serie di personaggi interessanti che ha conosciuto - dalla signora Lydig a Jean Cocteau, alla signora Errauriz a Chanel - con uno stile brioso e scorrevole. Accompagna le descrizioni con dei disegni grafici assolutamente entusiasmanti.  
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